Dall’inizio della vita, la bocca viene modellata dalle funzioni vitali, cioè dalle funzioni neurovegetative orofaringee (suzione-deglutizione, respirazione, masticazione, fonazione). Le funzioni neurovegetative orofaringee sono il cuore della dinamica dentale, infatti la forma nasce per necessità del nostro corpo di espletare una funzione.

Studi scientifici hanno dimostrato come problemi disfunzionali associati a dismorfosi più o meno gravi siano alla base della malocclusione, quindi una deglutizione anomala associata ad una respirazione orale possono essere la causa di una malocclusione. Intercettare la lingua disfunzionale educando la sua corretta postura e la corretta deglutizione è fondamentale durante la fase del trattamento anche in pazienti adulti.

 

LA SUZIONE-DEGLUTIZIONE


bottoncino per riposizionamento lingua allo spot
morso aperto



Questa può essere considerata la funzione primordiale per eccellenza. Il riflesso di suzione è un residuo della pompa buccale, che scatena un movimento di deglutizione che gioca un ruolo importante nell’equilibrio posturale dell’individuo tramite l’apertura della tromba di Eustachio ed equilibra le pressioni dell’orecchio medio e dell’orecchio interno. La comparsa dei denti da latte ed il posizionamento delle arcate dentarie verso i trenta mesi portano una nuova fisiologia della deglutizione legata alla propriocettività trigeminale.

A partire dalla nascita, infatti, il bambino deglutisce eseguendo una contrazione riflessa delle labbra e la lingua fa leva su di esse. Per ottenere, invece, una corretta e fisiologica deglutizione in fase adulta, la lingua deve distendersi per tutto il palato e deve, con la sua punta, stimolare le papille retroincisive, zona recettoriale molto riflessogena.

Se ciò avviene, le labbra non hanno più bisogno di contrarsi. Ciò avviene una volta che tutti i denti decidui sono comparsi. Il bambino deve acquisire una corretta deglutizione verso i tre anni; se ciò non succede, si potrà immaginare una lingua che si posiziona malamente sui denti, con conseguente deficit di stimolazione ossea e conseguente mancato sviluppo del mascellare superiore su un osso in fase di crescita molto malleabile.

La lingua, quindi, è il vero conformatore del palato. Durante le 24 ore si ingoia in media tra le 1500-200 volte, in genere ogni mezzo minuto durante la veglia ed ogni minuto durante il sonno. La pressione esercitata dalla punta della lingua è di circa un kilogrammo. Ciò significa che, durante le 24 ore, la zona dove viene a scaricarsi la spinta della lingua deve sopportare una pressione di circa 2000 kg. Possiamo, quindi, facilmente renderci conto del perché vi sia tanto frequentemente la comparsa di danni a livello dell’apparato osteo-dentario quando la lingua assume una postura anomala sia in posizione di riposo (non rispettando lo spot) che durante l’atto deglutitorio.

La deglutizione scorretta in ortodonzia può, quindi, essere considerata la causa principale della malocclusione dentaria ed è il punto di passaggio di problemi della bocca all’interno dell’organismo con alterazioni della fascia cervicale e con il coinvolgimento della colonna. Una lingua disfunzionale, infatti, può provocare morsi aperti anteriori, morsi aperti monolaterali e bilaterali, morsi crociati mono e bilaterali, morsi aperti totali con contatti solo sugli ultimi molari, morsi inversi anteriori, morsi inversi totali, terze classi funzionali, aumento dell’overjet, aumento dell’overbyte, diastemi tra i denti e morsi coperti. Inoltre questo tipo di deglutizione associata a sbilanciamento muscolare può dare luogo ad alcune forme di parodontopatie, che pur se in presenza di una buona igiene dentale possono causare in alcuni pazienti situazioni come recessioni gengivali, riassorbimento osseo e sventagliamenti dentari. Nella valutazione della deglutizione, è importante considerare anche l’eventuale presenza di un frenulo corto e di una lingua con postura bassa, che conseguentemente condiziona la corretta respirazione nasale.

 


LA RESPIRAZIONE



La respirazione orale è una delle funzioni vitali principali della nostra vita, poiché è necessaria per apportare ossigeno ai tessuti e rimuovere l’anidride carbonica. Si respira circa 18.000 volte al dì. Alla nascita i seni mascellari sono molto piccoli. Si considera che ad ogni respirazione nasale, l’aria inalata li pneumatizza e li fa crescere. Si deve tener conto che la parte sottostante del mascellare corrisponde al soffitto del palato. Se questo viene sufficientemente stimolato, si svilupperà a sufficienza per creare lo spazio necessario all’eruzione dei denti permanenti fino all’età di 12 anni, cioè fino a fine crescita scheletrica e dentale.

Il naso, con il suo sistema di micropeli e di microcircolazione sanguigna, filtra le impurità dell’aria e la riscalda. Ciò può avvenire soltanto attraverso una fisiologica e corretta respirazione nasale. Si deve anche considerare il collegamento diretto tra respirazione nasale e orecchio e, questo, attraverso un canale (condotto uditivo) si mette in comunicazione con la parete posteriore della gola e serve al drenaggio nella faringe e del muco secreto della mucosa dell’orecchio. Se questo condotto uditivo è chiuso, si determinerà un accumulo di muco che sarà responsabile di otiti anche gravi, croniche o acute. Una corretta respirazione nasale consente all’aria di passare vicino al dotto uditivo, consentendo così un sistema di aspirazione sottovuoto. La respirazione, quindi, è conseguenza di diverse problematiche di pertinenza otorinolaringoiatra sia nel bambino che nell’adulto.

Basterebbe osservare che tutte le persone che respirano con la bocca presentano dismorfosi più o meno gravi della bocca. Possiamo quindi considerare che la respirazione orale è la causa di crescita insufficiente del palato e conseguente affollamento dei denti e che possa essere anche la causa di deformazioni e di non corretto sviluppo del viso più o meno importante.

La respirazione orale favorisce l’instaurarsi del respiro corto, superficiale, poco soddisfacente, di per sé ansiogeno, che riduce in qualità e in quantità il riposo notturno, peggiora la soglia del risveglio con angoscia (cui è legato frequentemente il fenomeno dell’enuresi notturna), costituisce un momento critico per la vita dei piccoli pazienti, non consente di attivare il filtro nasale e ciò provoca frequenti patologie infiammatorie respiratorie ricorrenti del tratto oro-rino-faringeo per cui è necessario passare quanto prima ad una respirazione nasale fisiologica spontanea. Il respiratore orale presenterà una respirazione alta, clavicolare, di piccola ampiezza; sarà mal ossigenato e facilmente affaticabile. Compariranno tensioni muscolari prevalenti a livello dei muscoli sterno-cleido-mastoidei, dei trapezi e della prima costa.



LA MASTICAZIONE


La masticazione comincia con la comparsa dei denti successivamente alla suzione. Uno dei criteri per riconoscere una buona masticazione è avere una corretta deglutizione associata ad una bocca equilibrata con tutti i contatti dei denti superiori ed inferiori dal lato dove viene spostata la mandibola (lateralità destra e lateralità sinistra). Quando si mastica, gli alimenti devono essere ben interposti tra le arcate dentarie (mandibola-mascella) come un pastello che gira in un mortaio. Se, per esempio, la mandibola è posizionata in avanti rispetto alla mascella, quest’ultima non avrà possibilità di svilupparsi. Mentre altro fattore importante per una buona e corretta masticazione è di masticare da entrambi i lati per mantenere stabili ed in equilibrio le articolazioni temporo-mandibolari (ATM).

 Una masticazione monolaterale consentirà, nel tempo, uno scompenso della forma anomala di branca mandibolare e condilo mandibolare con conseguenti alterazioni e disfunzioni delle ATM e deviazione delle linee mediane, con la mandibola che devia dal lato dove si mastica di più e dallo stesso lato causerà usura a livello occlusale, mentre la branca montante ed il condilo assumeranno una forma anatomica più voluminosa e al contrario dal lato opposto branca e condilo si affineranno.

Per ben comprendere ciò, basta immaginare di camminare saltando su un piede solo per un lungo periodo. Quali potranno mai essere le conseguenze in termini di scompenso per compensare questa condizione?

Quindi masticare solo da un lato per tutta la vita determinerà una deviazione della mandibola e della mascella da lati diversi e ciò procurerà diverse tensioni del sistema neuro-muscolare cranio-facciale con aumento del tono muscolare dal lato masticante e con inclinazione da un lato della testa per ipertonia muscolare. Per masticare bene, quindi, bisogna coordinare movimenti alternati in lateralità destra e sinistra. Si devono anche considerare i limitati movimenti in lateralità della mandibola quando è presente una sovraocclusione (morso profondo - deep bite), condizione che rende incapaci di masticare e, quindi, di macinare il cibo e a preparare il bolo alimentare, inghiottendo così quasi per intero il cibo e condizionando, quindi, una buona digestione.

Con il trascorrere del tempo lo stomaco e l’intestino dovranno compensare la mancata masticazione del cibo, sovraccaricandosi. Nella bocca, poi, si trovano le papille gustative con i due organi di senso (gusto-olfatto). Mandare il cibo giù tutto intero significa saltare questo stadio del gusto ed odorato. Una masticazione di qualità, quindi, è di fondamentale importanza piuttosto che mangiare come un robot, situazione che obbliga l’organismo a compensazioni digestive che determineranno anomalie ad altri organi che, essendo sotto stress, condizioneranno il corretto funzionamento del corpo.

 

LA FONAZIONE


Anche la fonazione può essere condizionata da una scorretta deglutizione e respirazione per ciò che concerne l’articolazione dei suoni. Una buona deglutizione impedisce alla lingua di infilarsi nei denti con un buon punto di appoggio. Produce anche una decontrazione delle labbra e il tutto, associato ad una buona respirazione nasale, permette una buona fonazione.

 

CONCLUSIONI


In tutti i casi di dismorfosi della bocca, quindi, si può riscontrare una deglutizione atipica, una respirazione orale, una masticazione anomala ed una fonazione alterata. Tutte queste funzioni sono denominate funzioni neurovegetative e, dal momento che una di queste funzioni è alquanto disturbata, in grado diverso lo sono anche le altre.

Quando una bocca non funziona bene, quindi, è perché sussistono in modo sistemico delle disfunzioni neurovegetative associate.

In questi casi, l'uso di dispositivi ortodontici funzionali come i Bio-Attivatori AMCOP, in associazione ad esercizi specifici, può essere di grande aiuto nel trattamento dei diversi scompensi elencati con un miglioramento della deglutizione corretta, con il rilasciamento della muscolatura facciale e della respirazione nasale. 

Con i Bio-Attivatori dispositivi ortodontici funzionali è possibile, quindi, condurre la bocca ad una situazione di equilibrio secondo il quale la funzione crea l'ordine e l'organo crea la funzione orientando la crescita verso la normalità.





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